Verso una “safe and comfortable experience”

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La spinta verso l’eCommerce del Food

Ad oggi sono molte le attività che al negozio fisico hanno affiancato anche un eCommerce e stanno riscuotendo grande successo: quante volte infatti abbiamo preferito il canale online per l’acquisto di un libro, di un capo d’abbigliamento o di un oggetto elettronico? Eppure se per queste categorie la preferenza di un canale digitale è stata semplice, per altre, come per il mercato alimentare, il passaggio non è avvenuto in maniera diretta. 

Fino all’anno scorso, l’eCommerce del food risultava un territorio ancora vergine per molti. Ma l’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown hanno radicalmente cambiato le nostre abitudini: una tra queste è stata appunto il modo di fare la spesa.

Se il desiderio di evitare gli sprechi di tempo che si accumulano nei punti di vendita tradizionali poteva essere un punto di partenza per cambiare le abitudinarie modalità d’acquisto, è stata la necessità di ridurre al minimo il contatto con le altre persone in fase di lockdown, che ha spinto la maggior parte della popolazione verso il canale online, abituandosi presto ad una “safe and comfortable experience”. Il settore del Food&Grocery ha così visto una crescita del 55% rispetto al 2019 soltanto nei primi mesi del 2020 e stando alle stime del nuovo anno possiamo affermare che si tratta di una tendenza destinata al consolidamento. 

Lo scoglio culturale da superare

Come abbiamo già detto la scelta dell’online è dettata soprattutto dal risparmio di tempo e ad esso si può sicuramente aggiungere l’opportunità di accedere allo store online da mobile in qualsiasi momento della giornata: nuova esperienza di acquisto comoda e sicura.

C’è però uno scoglio culturale che la vendita online di beni alimentari deve affrontare: l’abitudine del cliente di toccare e selezionare personalmente i prodotti, specialmente se si tratta di articoli sfusi come frutta e verdura o articoli freschi come carni e formaggi. 

Gli strumenti digitali dell’eCommerce

È qui che il settore della comunicazione entra in gioco. Il primo motore per qualsiasi tipologia d’acquisto sono le emozioni intese come sensazioni basilari comuni che coinvolgono non soltanto la vista ma anche l’olfatto e l’udito. Che si tratti di “navigare” tra gli scaffali fisici di un supermercato o tra le pagine digitali di un eCommerce, l’esperienza d’acquisto deve essere indimenticabile.

Lo store online deve quindi essere pensato per poter riprodurre o al meglio arricchire l’esperienza d’acquisto che si avrebbe in un tradizionale negozio alimentare, dove si possono toccare e selezionare i prodotti. Come il supermercato utilizza il percorso antiorario e la posizione dei prodotti sugli scaffali per guidare meglio gli occhi del visitatore, un sito eCommerce può segmentare la clientela offrendo così un’esperienza unica e personalizzata. Lo strumento digitale che richiede una maggior attenzione è sicuramente la scheda prodotto: offrendo informazioni sempre più trasparenti e dettagliate essa può restituire la stessa sensazione di sicurezza e fiducia che si prova in un negozio fisico.

A giocare un ruolo fondamentale sono anche le immagini: che sia uno scatto dell’articolo sfuso o del packaging del prodotto, esse devono comunicare sempre e comunque credibilità e valore. 

Come evolveranno i supermercati?

Il periodo di lockdown ha dimostrato che le abitudini possono essere cambiate se vengono proposte soluzioni comode e sicure. È evidente quindi che l’eCommerce del Food, se sarà capace di sfruttare al meglio i suoi strumenti digitali, è destinato a diventare il nuovo canale preferenziale per fare la spesa.

Ma a questo punto come potrebbe essere concepito il negozio fisico se l’eCommerce diventerà il nuovo appuntamento settimanale dove acquistare i propri prodotti alimentari preferiti? Se è corretto pensare che una parte dei consumatori tornerà presto a fare la spesa al supermercato come ha sempre fatto, è altrettanto interessante ipotizzarne una sua evoluzione.

Per esempio che svincolato dalla lista della spesa e dall’azione di routine, il visitatore potrebbe concedersi la libertà di scoprire e conoscere nuovi prodotti, spinto ancor più dall’impulso emotivo che l’immagine dell’articolo potrà suscitargli. Il supermercato potrebbe quindi essere concepito non più come un luogo di necessità ma come un luogo di svago, di stimolo, dove rispondere a bisogni nascosti non ancora consapevoli di avere. 

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