Il favoloso mondo dei font

Tutti lo usano ma solo pochi lo conoscono

Un elemento comunicativo omni-presente all’interno di ogni tipologia di campagna creativa è il font, parte fondamentale e imprenscindibile dell’advertising, che può decretare il successo o l’insuccesso di una strategia di marketing. Per questo è importante conoscere affondo questo aspetto della comunicazione, arrivando a scoprire ogni suo segreto, imparando così ad usarlo nella maniera più corretta ed efficace possibile.

Ma andiamo con ordine, iniziando dall’inizio, che cos’è un font?

Un font è un carattere tipografico formato da un insieme di caratteri studiati in modo coerente e secondo gli stessi principi formali. Generalmente i font sono raggruppati in famiglie di font che contengono al loro interno le diverse varianti del carattere tipografico. 

Le varianti principali sono: 

  • Roman o Regular: indica la versione normale del carattere tipografico
  • Le varianti di peso che ne indicano lo spessore: Light, Thin, Extra-Light (varianti sottili), Bold, Black, Extra-Bold, Ultra (varianti spesse). 
  • Corsivo o Italic: è una variante sviluppata con scelte ottiche ed estetiche uniche, anche in questo caso troviamo varianti di peso specifiche (Bold Italic, Light Italic, ecc)
  • Obliquo o oblique: rappresenta la variante inclinata, ma non possiede alcuna modifica estetica e funzionale del carattere tipografico originale. 
  • Le versioni compresse (Condensed) e allargate (Extended) sono delle vere e proprie varianti, progettate per essere o più larghe o più strette.

I font si dividono principalmente in due macro categorie ovvero il serif (con grazie) e il sans serif (senza grazie). La differenza sostanziale di questi due gruppi è caratterizzata dall’utilizzo o meno delle “grazie”, che non sono altro che piccoli prolungamenti alle estremità delle aste, derivate dalla scrittura calligrafica manuale.

Una parte non vale l'altra.

Un aspetto che non va mai trascurato quando diamo vita ad un contenuto testuale, importante tanto quanto il carattere e il peso utilizzato, è l’allineamento del testo. Scegliere correttamente dove e come posizionare un titolo, una subhead, una bodycopy, una description, ecc… permette al nostro testo di essere più o meno efficace e di poter essere notato oppure tralasciato.

Abbiamo 4 modi diversi per poter allineare un testo: 

  • La BANDIERA SINISTRA è quando il testo viene impaginato sulla sinistra. Questa opzione permette un’ottima leggibilità del messaggio e rende la lettura estremamente scorrevole.
  • La BANDIERA DESTRA è quando il testo viene impaginato sulla destra. Viene perlopiù scelto ed utilizzato quando bisogna realizzare delle didascalie per immagini e fotografie.
  • CENTRALE è quando il testo viene impaginato centralmente. Viene usato il più delle volte per la realizzazione di headline, subhead, claim e tutte quelle frasi ad effetto che servono ad esaltare un testo e ad attirare l’attenzione del lettore.
  • GIUSTIFICATO è quando un testo viene impaginato in modo che tutte le righe siano allineate verticalmente fra loro sia lungo il margine sinistro sia lungo quello destro. Questa tipologia di allineamento la troviamo spesso nell’editoria.

Che font metto oggi?

Scegliere come abbinare i font tra loro è uno degli aspetti più difficili e complicati per ogni creativo. Per risolvere questo eterno dilemma è necessaria un’attenta analisi e una scelta accurata che porti ogni grafico a trovare la soluzione perfetta.

Per nostra fortuna esistono alcuni segreti e trucchi per riuscire a risolvere questo arcano.

  • Serif + San Serif = una scelta vincente. Una delle combinazioni più popolari e funzionali è propria quella tra il sans serif (o bastoni) e il serif (o graziato), un grande classico che non finisce mai di stupirci. Il loro grande successo deriva dal fatto che l’unione di queste due categorie di font dà al testo un’ottima leggibilità: i sans serif sono molto apprezzati in corpo grande, quindi nei titoli e negli slogan, mentre i serif li troviamo spesso nel corpo del paragrafo.
  • Metti ogni font al suo posto. Quando diamo vita ad un progetto è fondamentale definire la gerarchia visiva  dei font che andremo ad utilizzare, decidendo che funzione avranno i caratteri che sceglieremo per il nostro testo. Potremo infatti usare font diversi per il titolo, i paragrafi, le didascalie delle immagini, ecc…, per rendere in questo modo il nostro messaggio chiaro ed efficace. Questa pratica è spesso usata nell’ambito editoriale, ma è utilissima anche in ogni altro progetto di design.
  • Nel dubbio resta in famiglia. Affidarsi alle famiglie di font è una risorsa importantissima, perché applicando le numerose varianti di peso e larghezza (viste sopra), possiamo usare un solo font all’interno dello stesso testo, aiutandoci a creare ancora più facilmente una gerarchia visiva.
  • Pochi ma buoni. Una strategia efficace che ci aiuti ad evitare il nascere di conflitti visivi è limitare il numero di font selezionati. La quantità ideale è sempre tra i 2 e i 3 caratteri a progetto. Questa regola è quasi totalmente inviolabile, si può non rispettare questo postulato solo in casi eccezionali o se il progetto stesso lo richiede.
  • Chi si somiglia non si piglia. Se scegliamo di servirci di font diversi ma con caratteristiche troppo simili, rischiamo di creare un senso di confusione, che anche se impercettibile può risultare molto fastidiosa negli occhi del lettore. Questo avviene soprattutto quando si mescolano font della stessa categoria come due serif, due sans serif.
  • No al conflitto, sì al contrasto. Quando ricerchiamo il giusto accostamento tra font diversi dobbiamo puntare ad ottenere un contrasto, e mai un vero e proprio conflitto, trovando quindi caratteri che non facciano mai a pugno tra loro. Perché anche se due font sono opposti tra loro non è mai detto che possano stare bene assieme.
  • Più contrasto c’è, meglio è. Per distinguere correttamente i diversi elementi e dar loro la giusta importanza in base alla propria gerarchia, bisogna creare contrasto sia in termini di grandezza che di peso, ma anche attraverso spaziature e colori. Il contrasto di grandezza è subito visibile, un testo più grande risalterà maggiormente rispetto ad uno più piccolo. Il contrasto di peso è simile al precedente, ma in questo caso per dare più o meno risalto a parole o passaggi specifici, questi vengono scritti in grassetto o in corsivo.

Ci sarebbero ancora tante cose da dire sui font, ma non c’è fretta, e come dicono nei famosi serial che hanno fatto la storia, il resto alla prossima puntata!

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